
Sovraindebitamento: la guida per il debitore aggiornata al 2024
Sempre più persone in difficoltà economica sentono parlare di sovraindebitamento (o viene loro proposta questa soluzione per risolvere un problema di debito): spesso al debitore in difficoltà non viene spiegato nel dettaglio di cosa si tratta oppure vengono chiamate sovraindebitamento modalità di intervento che non hanno a che fare con la normativa sulla crisi. Si tratta semplicemente di trattative stragiudiziali o proposte di rinegoziazione del debito, modalità che per loro natura sono meno incisive rispetto alle procedure di composizione della crisi, procedure che se utilizzabili possono ridurre drasticamente le posizioni debitorie di persone in difficoltà.
In questa guida cercheremo di spiegarvi in dettaglio di cosa si tratta e quali possono essere i vantaggi di accedere a una procedura di sovraindebitamento.
La nozione giuridica di sovraindebitamento
Introdotto nel sistema giuridico italiano dalla Legge 3/2012, “Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento”, il concetto di “sovraindebitamento” è il nome giuridico che la legge assegna alla difficoltà nel pagare i propri debiti, quando il soggetto debitore è un soggetto non fallibile, ovvero un consumatore, una piccola impresa, un professionista, ecc.
In parole povere, il sovraindebitamento è la difficile situazione di coloro, consumatori o piccole imprese, che non riescono a pagare i propri debiti a causa di uno squilibrio tra le disponibilità economiche ed i debiti da pagare.
Con la normativa sul sovraindebitamento, nasce in Italia una gestione del debitore insolvente sul modello in vigore nella maggior parte dei Paesi europei. In particolare, nel Regno Unito da anni si parla di diritto al “Fresh start”, ovvero alla possibilità per chi ha contratto debiti non più pagabili, di avere diritto ad un “nuovo inizio”. Non rimanere quindi inseguito a vita da banche e finanziarie, ma poter pagare il giusto per liberarsi dal debito e tornare una persona serena e pienamente inserita nella vita economica della propria comunità.
Il sovraindebitamento è stato recentemente (luglio 2022) riformato completamente dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza, e pertanto non è più corretto far riferimento alla legge 3/2012 (seppure i principi siano rimasti per molti versi gli stessi).
Attualmente la norma di riferimento per il sovraindebitamento è il Codice della Crisi e dell'Insolvenza. Pertanto, le informazioni di questa guida sono aggiornate alle nuove disposizioni del codice andate in vigore il 15 luglio 2022.
Procedura di sovraindebitamento: cos’è
Viene considerato “sovraindebitato” colui che per motivazioni di qualsiasi natura non riesce a far fronte ai debiti e non dispone di “patrimonio prontamente liquidabile” per onorare il debito scaduto. È sovraindebitato anche il soggetto che non sarà in grado di pagare in breve termine, anche se ancora non insolvente. Ad esempio, un dipendente che avesse sempre pagato la rata del mutuo, se licenziato, potrà accedere alle procedure di sovraindebitamento se non ha risorse per pagare le rate dei mesi successivi.
In sintesi, la finalità principale della legge sul sovraindebitamento è quella di permettere legalmente al debitore di pagare quanto gli è possibile e di vedersi cancellato il debito che è accertato non può essere pagato. In questo caso si parla quindi di “esdebitazione” ovvero di cancellazione del debito non onorato.
Questa opportunità non va intesa come una sanatoria del debito. È offerta la possibilità a chi ha troppi debiti di pagare quanto gli è possibile, in relazione alla propria situazione di reddito, patrimonio e carico familiare, che andrà quindi accuratamente analizzata. L’approccio è quindi di equilibrio tra i diritti del debitore ad una vita dignitosa e quella dei creditori di ottenere almeno una parte di quanto dovuto dal soggetto sovraindebitato.
Procedura di sovraindebitamento: due esempi concreti
Prima di entrare nei dettagli di questa normativa, proviamo a spiegarvi come funziona praticamente la norma con due esempi: un caso dove il debitore non ha patrimonio ma solo uno stipendio e un secondo caso dove invece il soggetto sovraindebitato è proprietario di un immobile.
Il primo caso potrebbe essere quello di una coppia di lavoratori dipendenti che guadagnano 3.000 euro al mese, e grazie a questo reddito hanno debiti con le banche per una rata mensile di euro 1.300. Hanno inoltre un figlio a carico. Supponiamo che uno dei due perda il lavoro e il reddito famigliare si riduca a 1.900 euro mensili: sarà impossibile con un reddito così ridotto pagare 1.300 euro di rate. Bene, in questo caso, sarà possibile presentare un piano del consumatore, dove le rate delle finanziarie vengono sostituite da un’unica rata calcolata in modo da lasciare un minimo vitale per vivere dignitosamente, che per una famiglia di 3 persone si aggira intorno a 1.600 euro. Pertanto la coppia verserà 300 euro per la durata del piano (di norma 5 anni) e poi sarà libera da ogni debito residuo. Pertanto se i debiti erano pari a 90.000 euro, versando 300 euro per 60 rate (18.000 euro!) verranno chiusi tutti i debiti.
Il secondo caso, potrebbe essere quello di un piccolo imprenditore la cui azienda è andata male a causa del covid e ha accumulato 100.000 di debiti verso il fisco e 120.000 verso banche e fornitori. Agenzia delle Entrate e le banche hanno posto in vendita la casa tramite asta giudiziaria. La legge però consente di “bloccare” la vendita della casa presentando un piano del consumatore in cui si propone di vendere la casa, versare quanto dovuto in tre anni alle banche e alla fine del processo, se il debitore ha rispettato il piano, può riscattare la casa pagando le rate mancanti. In questo caso, il debitore si “salva” dal peggio e continua ad abitare nella casa dove risiede, eliminando tutti i debiti maturati.
Questi sono due esempi per far capire come questa norma possa “salvare” situazioni disperate. In pratica infatti il debito viene “cancellato” anche se non viene saldato integralmente. Questo è il risultato del confronto tra il carico debitorio e la capacità del debitore di saldarlo.
Conclusione
Il sovraindebitamento è quindi una soluzione prevista dalla legge per quei soggetti che si trovano in difficoltà economiche tali da non poter onorare i propri debiti. Attraverso un iter giudiziario, il debitore può proporre un piano di rientro che tenga conto delle sue reali possibilità economiche e, se accettato dai creditori, può portare alla cancellazione parziale o totale del debito.
Come sempre, è consigliabile rivolgersi a professionisti del settore per valutare al meglio la propria situazione e le possibili vie d'uscita.